Cosa ci ha lasciato Didacta?

Non potevamo mancare alla fiera che ha ospitato i protagonisti nel settore dell’istruzione, dell’educazione e della formazione professionale per favorire un confronto aperto sulla scuola del futuro.

“Nella vita non c’è nulla da temere, solo da capire”. Con queste parole di Margherita Hack si è aperta Didacta 2018, la fiera che dal 18 al 20 ottobre ha ospitato i protagonisti nel settore dell’istruzione, dell’educazione e della formazione professionale per favorire un confronto aperto sulla scuola del futuro. Istituzioni e aziende, docenti e studenti sono stati i veri protagonisti e hanno partecipato con la consapevolezza che l’innovazione potrà davvero rappresentare il futuro motore dell’istruzione.

Dotslot, come media partner di Tuttoscuola, ma soprattutto come agenzia di comunicazione vicina ai temi della scuola (ancor di più quando si parla di innovazione) non poteva mancare all’appuntamento per vedere da vicino come l’innovazione stessa stia abbracciando la scuola, ora e in prospettiva futura. Al termine di un’esperienza coinvolgente e frenetica, a stretto contatto con chi crede nel cambiamento e riserva gran parte delle proprie risorse ai giovani studenti, non sono mancate alcune riflessioni. Allora, in sintesi, cosa ci ha lasciato Didacta?

La sensazione che qualcosa stia davvero cambiando nelle scuole e l’attenzione non sia più rivolta ai soli metodi didattici ma a tutti quegli strumenti che consentono di trasformare l’apprendimento in una vera e propria esperienza, arricchita dai primi casi di realtà aumentata o di robotica a supporto dell’insegnamento. Classi virtuali, ambienti digitali per la didattica integrata e nuovi device al servizio degli studenti sono solo una parte di ciò che abbiamo visto e che ci ha positivamente colpito.

La convinzione che c’è bisogno dell’impegno di tutti per invertire la tendenza e fare in modo che le aziende più importanti del settore tecnologico decidano di investire nella scuola italiana. A livello istituzionale, l’Unione Europea offre già un’opportunità con i Fondi Strutturali Europei per finanziare il Programma Operativo Nazionale dedicato al sistema educativo (PON SCUOLA), in grado di elevare la qualità della scuola anche con scelte strategiche incentrate sulla tecnologia.

La speranza che un evento importante come quello di Didacta possa diventare la normalità nel nostro paese. L’incontro costante e costruttivo di chi decide le sorti del sistema scolastico può portare benefici che non si possono neanche misurare oggi ma che possono stravolgere la realtà nel momento più opportuno, vale a dire nel futuro che appartiene a ciascuno di quei ragazzi che passeggiava stupito fra gli stand di Didacta e si lasciava incuriosire attonito.

Bisogna comprendere il futuro con la stessa curiosità e la stessa (condivisa!) voglia di far crescere la scuola. In fondo, come diceva Margherita Hack, in questo non c’è proprio nulla da temere!

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