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Il welfare non funziona senza comunicazione

Fra le opportunità di crescita per le imprese del nostro Pese, quelle offerte dal welfare aziendale rappresentano sicuramente le più interessanti poiché riguardano una cultura del lavoro diversa ed in forte espansione negli ultimi anni, la quale, però,necessità ancora di alcuni chiarimenti per essere compresa da tutti. Soprattutto dai lavoratori

Fra le opportunità di crescita per le imprese del nostro Pese, quelle offerte dal welfare aziendale rappresentano sicuramente le più interessanti poiché riguardano una cultura del lavoro diversa ed in forte espansione negli ultimi anni, la quale, però,necessità ancora di alcuni chiarimenti per essere compresa da tutti. Soprattutto dai lavoratori.

La comunicazione all’interno delle aziende diventa in questo senso un’arma strategica quanto delicata per introdurre al cambiamento e creare la giusta consapevolezza ad ogni livello. Quando si parla di welfare, infatti, si intendono tutte quelle iniziative volte ad incrementare il benessere del lavoratore e della sua famiglia attraverso una diversa ripartizione della retribuzione, che può consistere sia in benefit di natura monetaria sia nella fornitura di servizi. Questi ultimi possono spaziare dalla salute all’istruzione, dai trasporti ai contributi previdenziali, fino a riguardare i rimborsi sulle attività legate al tempo libero dei dipendenti. Gli importi destinati a questo tipo di servizi solitamente si traducono nei cosiddetti Premi di Produttività (PdR), definiti in base ai risultati aziendali, o in condizioni contrattuali vere e proprie. D’altronde, mirare al benessere dei propri lavoratori attraverso politiche aziendali del genere è sempre sinonimo di salute e crescita per le imprese, che però non possono trascurare l’importanza di una comunicazione efficace ai propri dipendenti per creare la giusta consapevolezza sul tema.

Nel mese scorso sono stati presentati i risultati dell’ultimo studio sulla buona comunicazione e sul welfare aziendale equo, nato dalla collaborazione tra Eudaimon, società leader nel welfare aziendale, e Fondazione Censis, l’istituto di ricerca socio-economica. Il punto di partenza ha riguardato il fenomeno per cui la ridotta conoscenza del welfare aziendale da parte dei lavoratori mantiene bassi i tassi di utilizzo dei servizi di welfare e l’asimmetria informativa che si genera all’interno delle imprese crea nuove disparità sociali a svantaggio dei lavoratori meno abbienti. Solo il 18% dei lavoratori intervistati, infatti, ha dichiarato di essere a conoscenza delle opportunità legate al welfare in azienda mentre il 58.5% ha dichiarato di conoscere il tema solo per grandi linee. I lavoratori più informati, logicamente, si dimostrano anche quelli più favorevoli al welfare, confermando che la comunicazione all’interno dell’azienda diventa lo strumento cardine, non solo di introduzione ma soprattutto di accompagnamento a nuove logiche imprenditoriali.

Alessandro Santarsiere

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