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Ethereum, il mercato delle criptovalute si sposta verso i contratti

La blockchain si conferma una tecnologia molto diffusa e offre campi di applicazione che non sono sempre relegati alle tipiche transazioni economiche. Se i bitcoin hanno fatto parlare per la capacità di creare una rete di pagamenti innovativa, la piattaforma di seconda generazione Ethereum utilizza in concreto tutta la flessibilità della tecnologia blockchain per offrire servizi open source e consentire la pubblicazione e la gestione di contratti intelligenti, i cosiddetti smart contract in modalità peer-to-peer, fra pari.

Negli ultimi anni i mercati finanziari di stampo virtuale si sono consolidati come realtà sempre più affidabili e, contemporaneamente, le criptovalute alla base del loro funzionamento hanno assistito ad un incremento esponenziale del proprio valore, seppur con flessioni cadenzate nel tempo ma fisiologiche per qualunque tipo di trading. Tali flessioni non hanno mai inciso negativamente sul valore complessivo di questo settore, che continua ad incoraggiare gli investimenti legati allo sviluppo di nuove opportunità economiche su internet.

La blockchain, per cogliere le opportunità di cui parliamo, si conferma una tecnologia molto diffusa e offre campi di applicazione che non sono sempre relegati alle tipiche transazioni economiche. Se la criptovaluta più diffusa nei mercati finanziari, il bitcoin, ha fatto parlare di sé specialmente per la sua capacità di creare una rete di pagamenti innovativa, la piattaforma di seconda generazione Ethereum utilizza in concreto tutta la flessibilità della tecnologia blockchain per offrire servizi open source e consentire la pubblicazione e la gestione di contratti intelligenti, i cosiddetti smart contract in modalità peer-to-peer, fra pari. Il progetto è nato nel 2014 per mano di un programmatore e ricercatore russo di soli 19 anni, Vitalik Buterin, che ha saputo sfruttare l’efficacia del crowdfunding per rendere accessibile una piattaforma in grado di gestire e condividere servizi contrattuali remunerati tramite la criptovaluta Ether. Così, sviluppatori medi o semplici utenti interessati all’utilizzo della blockchain possono operare nel campo delle assicurazioni, in quello notarile, nella finanza e in tanti altri settori senza intermediazione, in maniera decentralizzata e autonoma tramite una macchina virtuale, l’Ethereum Virtual Machine, che collega i nodi di tutti i partecipanti all’interno della piattaforma nella creazione degli smart contract. Questi ultimi si presentano come veri e propri protocolli informatici e assicurano quindi la verifica e l’esecuzione dei contratti.

Certamente gli aspetti normativi restano caldi e mai completamente definiti quando si parla di blockchain ma la sua declinazione in progetti innovativi, come nel caso di Ethereum, porta a galla le enormi potenzialità che il web, secondo queste prospettive e queste architetture “a blocchi”, può offrire ad un pubblico ancora di nicchia ma destinato a crescere negli anni.

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