Scuola, un milione di studenti in meno e 55 mila cattedre a rischio nei prossimi 10 anni

L’approfondimento “Scuola. Orizzonte 2028” della Fondazione Agnelli su base Istat parla chiaro, e mette nero su bianco i segnali allarmanti che riguardano l’evoluzione della popolazione scolastica nei prossimi dieci anni e le sue implicazioni politiche.

<<Meno studenti e dunque – a norme vigenti – meno classi e meno insegnanti, in tutta Italia>>. L’approfondimento “Scuola. Orizzonte 2028” della Fondazione Agnelli su base Istat parla chiaro, e mette nero su bianco i segnali allarmanti che riguardano l’evoluzione della popolazione scolastica nei prossimi dieci anni e le sue implicazioni politiche (http://www.fondazioneagnelli.it/2018/04/12/scuola-orizzonte-2028/).

Se oggi il numero di allievi dai 3 ai 18 anni è di circa 9 milioni, nel 2028 la stessa popolazione scenderà a 8 milioni (nelle stime, il dato si aggira fra 7.796.000 e 8.360.000). Le ragioni sono da ricercare soprattutto nella diminuzione del 10% che dal 2007 al 2017 ha colpito l’universo delle madri potenziali, vale a dire quelle donne residenti tra i 15 e i 45 anni, che hanno fatto registrare anche una minore propensione ad avere figli (-6%). Nel frattempo, la ridotta fecondità delle donne straniere e la riduzione dei flussi migratori internazionali rispetto all’estero (dal 7% al 3% negli ultimi dieci anni) hanno completato il quadro scoraggiante che riguarda le caratteristiche demografiche del sistema scolastico. 

A conti fatti, la scomparsa di un milione di studenti comporterà nei prossimi dieci anni anche una variazione dell’organico dei docenti, quindi di posti alle scuole d’infanzia e alle primarie e di cattedre alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Le previsioni indicano l’esubero per oltre 55 mila tra insegnanti e professori. Correlativamente sarà previsto anche un rallentamento del turn over: i nuovi insegnanti di ruolo saranno meno di quelli che usciranno per pensionamento o per altre ragioni.

A livello politico, il risparmio di oltre 1,8 miliardi di euro annui che deriva dai 55 mila docenti in meno potrebbe essere reinvestito dai futuri governi per innalzare la qualità dell’offerta formativa. In questo senso, le proposte avanzate nell’approfondimento della Fondazione Agnelli riguardano il rafforzamento della scuola nel pomeriggio, con attività integrative per contrastare l’abbandono scolastico, l’aumento del numero medio di insegnanti per classe a favore di forme di co-progettazione interdisciplinare e, in maniera inversamente proporzionale, la riduzione del numero medio di studenti per classe. 

La situazione descritta dalla Fondazione Agnelli mette in luce una serie di problemi che si tradurranno in sfide nuove per le politiche scolastiche dei prossimi governi, che dovranno adattarsi allo scenario con gli strumenti adeguati per favorire un miglioramento del sistema scolastico e scoraggiarne un tracollo.

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